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  • I Salotti di Serendipity

Pan di casa

Il pane fatto in casa è sempre il più buono, perché il profumo che si sprigiona durante la sua preparazione è delizioso. Bastano farina, acqua, lievito, un pizzico di sale e di olio per portare a tavola una bella pagnotta dal sapore genuino e dalla consistenza morbida.


Ce lo racconta anche la nostra amica Laura Ceccobello (fb:laura.ceccobello) che ha preparato il pane e ha condiviso con noi la sua ricetta.


Il pane è una delle cose che preferisco preparare. Il profumo che sprigiona in casa quando cuoce è rassicurante e mi riporta alle cose semplici ed autentiche. 

Questo è la ricetta del pane di casa mia, quello che ha sempre preparato mia mamma. A differenza sua ho usato metà farina integrale e metà 00.

Come vedrete dalla ricetta, la quantità di acqua non è indicata. Mia mamma fa parte di quelle donne la cui cucina va 'a pancia'. Tante sue ricette sono così. Io questa sua capacità, che ha ereditato da mia nonna, oltre che reputarla una dote innata, la chiamo arte. L'arte di cucinare fidandosi di quel che tatto, olfatto e gusto consigliano. 

LA RICETTA

Per il lievitino 

100 gr di farina 00

2 cubetti di lievito fresco

Un po' di acqua tiepida 

Per l'impasto del pane

500 gr di farina 00

500 gr di farina integrale

Acqua tiepida (quanto tira la farina) 

due cucchiaini da caffè di sale.

PROCEDIMENTO

Sciogliere il cubetto di lievito in poca acqua tiepida. In una ciotola Creare una piccola fontanella con i 100 gr di farina, e versare in centro il lievito sciolto. Impastare e creare una piccola palla che dovrà avere una consistenza ne' troppo dura ne' troppo morbida. 

Coprire con un canovaccio e lasciare lievitare per un'ora. 

Trascorsa l'ora, prendere il lievitino e porlo al centro del Kg di farina. Aggiungere pian piano dell'acqua tiepida, cercando di non versare l'acqua direttamente sul lievitino, ma sulla farina  amalgamando farina e lievitino, finché non diventa un impasto unico. La quantità di acqua non è indicata volutamente, consiglio perciò di versarne poca alla volta, lasciando che sia la farina e la consistenza dell'impasto (che non dovrà risultare troppo duro) a far capire quanta ne serve. 

Ora dividete l'impasto in due parti e formate due pagnotte, riponetele su una teglia da forno, coprite con un canovaccio e lasciate lievitare tre ore in forno con la sola luce accesa.

Cuocere in forno statico per 45 min a 180 gradi. 

Il pane è un termine che unisce, che ricorda i momenti più intimi di una famiglia, di una casa, è simbolicamente utilizzato in alcuni riti religiosi, è profumo di casa, di atmosfere intime, ricorda le merende dei bambini, la semplicità, la dolcezza e anche i momenti dedicati ai racconti. Un racconto dedicato al pane è quello di Carola Prosperi ( scrittrice e giornalista italiana nata nel 1883 che scrisse anche sul Corriere dei Piccoli) dal titolo

Pan di fate

...."Che metterai nel panierino, mamma?"

"una pollastrina arrostita, una torta di pere, un vasetto di miele e un pane, il buon pane che fa crescere le bimbe savie."..

La comarina grassa e golosa, protagonista della storia, storce il naso quando la mamma le elenca il menù del pranzo che porterà a scuola: lei, piccola e vorace, non lo può proprio soffrire il pane.

Così il primo giorno la pagnotta finirà nello stagno delle oche, poi nel trogolo dei maiali, poi nella cuccia del cane, perché la bambina disprezza a tal punto il più semplice degli alimenti che non lo vuole neanche vedere. Il quarto giorno, rincasando, ad attenderla non c’è solo la mamma ma anche una brutta vecchiaccia, comare Carestia, che si è seduta sul camino. Durante la permanenza della sgradita ospite, tutte le leccornie di un tempo non sono più disponibili: il solo cibo rimasto nella madia è il pane. La bambina corre ad addentarlo ma, poiché lo aveva ripetutamente disprezzato e rifiutato, adesso il pane non si lascia mangiare da lei e sparisce.

L’unico modo per non far morire di fame la piccola è rivolgersi alle fate: solo il pan di fate può entrare nella bocca di una creatura così capricciosa. Ma per realizzare questa pagnotta speciale, la fata Fornaia chiede alla bambina di recuperare i tre panini che quest’ultima aveva gettato per spregio agli animali prima dell’arrivo della Carestia. La povera affamata vince la repulsione e raccoglie tutto il cibo scartato: con quelle croste ammuffite la fata prepara un panetto che la piccola trova bianchissimo, morbidissimo, saporitissimo, anche se è nero come la terra, duro come la pietra e sa di melma. Ma la prova è superata e da quel giorno il pane non sfugge più alla bocca della comarina, anzi diventa il suo cibo preferito… Il buon pane che fa crescere le bimbe savie.

(Corrado Premuda http://fiabesca.net/oggetto-magico/un-tozzo-pane/)


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