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  • I Salotti di Serendipity

Mongolia:Trek sui monti Altai e festival delle aquile

Oggi nel nostro #salottodiserendipity andiamo in Mongolia con Silva Sguario, una bellissima avventura che ha fatto nel 2019.

Viaggiare non è solo sinonimo di movimento, arrivare in terre lontane da noi e poco conosciute alla massa di turisti che si muovono, Viaggiare lo si può fare anche con la mente, sognando, fantasticando, leggendo un libro o guardando un film è un'attività che non costa e che ti rende libero.

RACCONTO

Il viaggio più destabilizzante delle credenze quotidiane che ho fatto è stato il trek al Tavan Bogd e il festival delle aquile in Mongolia, dello scorso anno. Dormire, mangiare, lavarsi, spostarsi come i nomadi ti porta a riconsiderare tutte le comodità di casa, ristabilendo l’equilibrio fra ciò che è veramente importante nella routine quotidiana e ciò che non lo è.

Gli Altai, immersi tra sorprendenti bellezze naturali e territori selvaggi, meritano da soli il viaggio. E la ricchezza culturale ed etnica affascinano già al primo impatto. E’ una terra divisa tra kazaki, mongoli e tuvaini che parlano tre lingue diverse, con parte della popolazione nomade e parte stanziale, che praticano religioni diverse, islamica per i kazaki e buddista per i mongoli e tuvaini, frammiste ad ancestrali tradizioni sciamaniche. In totale la popolazione conta circa 3.600.000 di abitanti, la metà vive e sopravvive nella capitale Ulaanbataar, il resto è sparso nel grande territorio mongolo.

Il trekking è stato il modo più crudo e reale di vivere e gustare le bellezze naturali di laghi, valli e foreste e per entrare in contatto con i nomadi nella loro quotidianità.

Mentre per il Festival delle aquile, evento importante per il consolidamento della rete sociale altrimenti frammentata, è stato scelto quello che si svolge nel villaggio di Sagsai, nella regione di Ulgii. Durante queste giornate i cacciatori più esperti si sfidano in prove di destrezza con i loro stupendi rapaci.








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