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  • I Salotti di Serendipity

Costa Rica - la "Pura vida"

Oggi Irene Matassoni (https://www.facebook.com/ireneinthecolors) ci racconta un altro dei suoi bellissimi viaggi/avventura e ci porta in Centro America per visitare il Costa Rica che si estende dall’ Oceano Pacifico fino al Mar dei Caraibi; uno stato che occupa solamente 20 mila miglia quadrate.

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Dicono ci siano posti che ti chiamano… e tu non puoi far altro che andare. Il mio viaggio in Costa Rica è andato proprio così. Ero in una fase della mia vita in cui avevo bisogno di partire, prendere del tempo per me, per guardarmi da fuori, per fare un bilancio e capire alcune cose che nella quotidianità non mi sembravano più molto chiare. “Non sono le persone che fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”, ci ricorda John Steinbeck. E, sì, io lo confermo, nel mio piccolo. Sono partita con uno zaino, un biglietto aereo e una prenotazione per la prima notte a San Josè, la capitale. Non avevo altri programmi se non quello di seguire l’istinto, il destino, il caso, chiamatelo come volete. Trascorro la prima notte all’economico ma comodissimo Hotel Aranjuez, molto particolare in quanto costituito da più case d’epoca collegate da un giardino, che ospita il ricchissimo buffet della colazione. Colazione che inizio aggiungendomi al tavolo di una coloratissima famigliola francese e concludo in compagnia di una ragazza californiana e un ragazzo spagnolo. Insomma, già amo questo viaggio. Mi dirigo insieme al ragazzo spagnolo al Gran Terminal del Caribe e salgo sull’autobus che mi porta dopo qualche ora e un bel po’ di curve a Puerto Viejo. Una volta scesa non so dove andare ma ci metto poco a chiedere e fare amicizia con gente del posto, tra cui un italiano trasferitosi lì che gestisce un locale. Grazie a lui trovo una sistemazione in una casupola in legno vicino alla Playa Negra (dal colore della sabbia) che diventa la mia casa base per tutti gli spostamenti che nelle due settimane successive ho effettuato lungo la costa del caribe (a piedi, in canoa, in bicicletta e con passaggi recuperati) e che mi hanno portato ad innamorarmi di questi posti, di questa gente, di questi ritmi, suoni, profumi e colori.

Sono andata alla scoperta di tutta la costa orientale del Costa Rica, dal confine meridionale con Panama fino a nord nella riserva del Tortuguero che ho avuto modo di girare in canoa con una guida local; durante il viaggio mi sono regalata la possibilità di oziare sotto una palma, guardando i surfisti giocare con onde altissime, sorseggiando un caffè nero chiacchierando con qualche locale o facendomi coccolare dai piatti deliziosi delle signore del ‘pueblo’ a Puerto Viejo. E ho viaggiato verso l’interno raccogliendo il caffè in una piantagione dell’entroterra, scalando i sentieri per arrivare sulla cima del cratere del vulcano Arenal, girando tra i mercati e i palazzi di San Josè e scendendo il Rio Pacuarè facendo rafting tra una foresta immensa e dei paesaggi mozzafiato.


Insomma, ho lasciato un pezzo di cuore da quelle parti. E mi sono ripromessa che prima o poi andrò a vedere come sta, cullato tra le onde dell’oceano, con un po’ di musica in sottofondo e un buon cocktail con il quale brindare alla bellezza della vita lì.




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